L’angolo del Madda

<< Madda!!! Devi fare un articolo!!!! Subito!!! >>

<< Si, certo, ma su cosa???? >>

<< Sui fumetti!!! >>

Ok, eccomi qui a scrivere qualcosa sui fumetti. Per prima cosa decidiamo un titolo. Pensiamo. Cosa so fare? ….. No, troppo difficile. Pensare intendo. Ecco, ho trovato. Chiamerò questa rubrica “Antiche ricette friulane”. ….. No, già usato. Va bene, a mali estremi estremi rimedi. Cerchiamo di sfoderare antiche citazioni del passato. “L’Angolo di Ottobre” è ottimo ( vedi “Calendarmen” ). Aggiungiamo un tocco personale: “Il semicerchio di Ottobre”. Mmhhh qualcosa non quadra. E’ il semicerchio, per forza!!!! Vabbè, allora scadiamo nel banale: “L’Angolo del Madda”.

Deciso questo, iniziamo con quello di cui dovrei parlare. Fumetti. Riporto testualmente dall’enciclopedia: “ FUMETTO: Termine con il quale si suole designare genericamente una narrazione realizzata attraverso la soppressione totale di tutto ciò che non sia dialogo, e in cui una successione di disegni consente di presentare i personaggi in continuo movimento.. “

Effettivamente la mia enciclopedia è un po’ datata. E’ una definizione valida per gli anni ’50. Il fumetto, come la nostra società, si è evoluto, così come la nostra visione della realtà che ci circonda. Non vi tedierò con una disquisizione prettamente tecnica dell’evoluzionismo grafico di realizzazione della vignetta, ma come nei migliori saggi vi parlerò di cosa significhi il fumetto per me. Premetto, le mie prime letture sono state alcuni libri fantasy e di fantascienza, il Topolino era casuale. Come pensano in molti, all’inizio ritenevo anch’io poco edificante la lettura di fumetti, il libro era più “colto”. Il libro mi faceva sognare, potevo immaginare le cose a modo mio. Se l’idea di base era buona, fantasticavo a lungo e i miei giochi rispecchiavano le letture ( non sono mai riuscito a costruire un’astronave per andare su Marte, malgrado tutto ). Il primo fumetto l’ho comprato quasi per sbaglio. Sebbene non fosse un capolavoro, rimasi colpito dall’immediatezza delle immagini. E da lì è iniziato il viaggio nel baratro della lettura. Fumetti belli, brutti, mediocri, come per i libri ce ne sono per tutti i gusti. << A me non piacciono i fumetti!! >> Si, ma quali? E’ come dire non mi piace l’arte, la letteratura, la televisione. Può non piacere un genere, una tipologia, ma sicuramente si trova qualcosa d’interessante nella miriade di pagine che sono state disegnate. L’autore di un libro vuole dire qualcosa, o anche semplicemente intrattenere il proprio pubblico. Ci sono 2 modi per farlo: o si racconta qualcosa di interessante o si suscitano reazioni nella persona che sta leggendo. Allo stesso modo il fumetto: comunque il lettore si aspetta qualcosa, una risata, perché no una lacrima, il senso di potenza di un supereroe, una romantica complicità fra un ragazzo e una ragazza, lo svelarsi di un mistero, un’EMOZIONE. E nelle immagini le ho trovate. Mi correggo. Anche nelle immagini le ho trovate. Il bello di tutto questo è che ognuno poi aggiunge la sua particolare interpretazione della vignetta, che può essere vista da occhi completamente differenti. Il protagonista della storia viene picchiato dal cattivo di turno. Finalmente, mi stava proprio antipatico. Oh no, proprio adesso che stava per farcela….. Dai, reagisci, metticela tutta. E il disegno è lo stesso! Bé, tanto la storia è inventata, a cosa serve leggere cose fantastiche? Mica sono successe davvero. Certo, ma comunque cerco altri lettori della stessa serie per uno scambio di idee. Interpretazioni. Prospettive di seguiti. EMOZIONI. Perché alla fine è questo l’importante. Scambiare idee, opinioni, emozioni, Dialogare. Perché il fumetto è in primis un mezzo di comunicazione. Innovativo, riduttivo, geniale, limitato, quello che volete, ma comunque un mezzo di comunicazione. E questo è l’importante.

2 Commenti

  1. VoxNova ha detto,

    Marzo 9, 2007 a 1:33 pm

    O.K., ora che sono quasi sei mesi che leggo sempre questo articolo, non ti pare il caso di andare avanti?

  2. VoxNova ha detto,

    Maggio 10, 2007 a 8:14 pm

    Eh, già, ma poptevi almeno specificare che “l’angolo del Madda” era un posto di m***a! Scusa, ma quando “ce vò, ce vo!”.


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